Bandiera Sub
 
relitti
Bandiera Sub
 
Un elenco dei principali Relitti frequentati da Federosub 
 
 
 
 
cargo armato
Relitto del Cargo Armato 
Al largo di Punta Pedale, poco distante dal porto di Santa Margherita Ligure, a 35 metri di profondità giace il relitto di una motozattera, utilizzata durante la seconda guerra mondiale per il trasporto di materiali tra le località del golfo del Tigullio e probabilmente affondata in seguito ad un bombardamento aereo. 
Malgrado un grosso squarcio nel mezzo, lo scafo è integro in tutta la sua lunghezza ma è capovolto, non consentendo alcun tipo di penetrazione sicura, tuttavia è interessante ammirare le tre eliche, la poppa, le ancore, la singolare prua da mezzo da sbarco e lo strano scafo planante. 
Percorrendo le fiancate, la coperta rovesciata crea dei tetti artificiali dove trovano riparo aragoste, astici e grossi gronghi. 
A qualcuno è capitato di incontrare un raro esemplare di pesce balestra. 
Data la profondità è consigliato l'utilizzo di miscele iperossigenate (nitrox) per visitare il relitto in curva di sicurezza. 
(prof.max.-36mt / min.-31mt )
 
 
bettolina
Relitto della Bettolina 
Bettolina da trasporto merci affondata nel corso del 2° conflitto mondiale, quando fu colpita al largo della baia del silenzio a Sestri Levante, stava trasportando sacchi di cemento, le stive a cielo aperto ne sono ancora piene e qui si annidano polpi e murene, spirografi e altri policheti. 
Una struttura posta tra le due stive, ospita il sostegno orientabile che sorreggeva la mitragliatrice antiaerea, purtroppo sottratta insieme a quella di poppa, oggi ne restano soltanto le munizioni sparse tutt'intorno. 
Verso poppa incontriamo ambienti angusti: la sala macchine e la cucina tuttora complete dei loro strumenti e utensili, una scaletta è ricoperta da sgargianti anemoni gioielli ( Corynactis viridis ). 
L'elica e il timone poggiano sul fondale fangoso alla quota di - 30 metri e sono perfettamente visibili. 
Profondità: min. 26 - max.31 
Grado di difficoltà:  medio/impegnativo
 
 
 
 
haven 
 
 
 
haven
Relitto Haven 
11 aprile 1991. Durante le operazioni di travaso di greggio da una cisterna all‘altra, una violenta esplosione scoppiò a bordo della Haven, una super petroliera lunga 334 metri. Per tre giorni un violento incendio bruciò tonnellate di greggio, dalla nave si spezzò il troncone di prua e i 250 metri rimasti colarono a picco un miglio al largo del centro abitato di Arenzano. Attualmente il relitto della Haven giace in assetto di navigazione su un fondale fangoso a 80 metri di profondità. La Haven è attualmente il relitto più grande d‘Europa e la sua eplorazione, condotta nel rispetto dei parametri di sicurezza, è un‘esperienza affascinante e indimenticabile. Arrivati sul sito di immersione ci ormeggiamo alle grosse cime che emergono in superficie e iniziamo la nostra discesa seguendo la linea guida che ci condurrà sul castello di poppa. La zona non è battuta da forti correnti, ma è consigliato scendere a stretto contatto della cima di discesa per evitare di allontanarsi e perdere l‘orientamento che ci porterebbe a scendere lontano dal relitto su di un fondale di 80 metri. Arrivati a -32 metri sulla sommità del castello di poppa abbandoniamo la cima di discesa e iniziamo l‘esplorazione esterna dei ponti sottostanti. A 40 metri, dopo aver sbirciato all‘interno dei finestroni del penultimo ponte, attraversiamo la coperta verso poppa in direzione dell‘imponente fumaiolo. In questa fase, è importante mantenere la quota perché il ponte di coperta si trova sotto di noi a -55 metri di profondità. Arrivati al fumaiolo iniziamo a risalire a spirale intorno ad esso fino a raggiungerne la sommità a circa 32 metri. Le pareti del fumaiolo, così come tutto il relitto, sono interamente ricoperte di grosse e robuste ostriche, di coloratissimi anemoni gioiello e da altre interessanti forme di vita. La sommità del fumaiolo, tagliata dopo il naufragio per non disturbare la navigazione, si apre sotto di noi come una impressionante voragine al cui interno, illuminando con una torcia, si possono scorgere aragoste ed astici. Ritornando al castello di poppa, possiamo penetrare all‘interno della plancia di comando, unica parte del relitto in cui è consigliato entrare perché permette un facile accesso. Osservando con attenzione negli anfratti e in mezzo alle tubazioni, possiamo vedere gronghi, aragoste, gamberi, mentre affacciandosi dagli ampi finestroni che contornano il perimetro della plancia, godiamo di una suggestiva visione del blu circostante, interrotto dal rapido passare di grossi pelagici. A questo punto, possiamo abbandonare il relitto per iniziare la risalita lungo il cavo guida, ed effettuare la nostra sosta di sicurezza. 
Il relitto della Haven offre un’infinità di percorsi d’immersione, sempre diversi e interessanti. Il giro classico dell’immersione “tecnica” di livello medio-avanzato prevede 25 minuti di fondo. Si scende sempre lungo la cima di un pedagno fino al tetto della controplancia a 33 metri di profondità (sulla Haven ci sono sono due pedagni fissi, assicurati a due angoli del cassero di poppa). Scendere sul relitto in libera non avrebbe senso, dato che  se lo si manca ci sono 80 metri di fondo e a volte c'è una forte corrente!  Una volta arrivati sul cassero si scende giù verso la murata di sinistra, arrivando a 63 metri, e si entra nello squarcio dell'esplosione. Dopodiché si risale nuotando lungo le scalette interne e si esce dal portello che si affaccia sul ponte di coperta. Poi si nuota lungo il ponte a 54 metri dirigendosi verso il corridoio dell'officina, si passa in questo corridoio nel quale ci sono il banco da lavoro con la morsa (funzionante!) e le bombole di ossigeno impiegato per le saldature ancora integre e ci si può affacciare alle porte di vari locali. A questo punto, o si risale all'interno della nave nuotando lungo i corridoi fino ad arrivare al piano che è stato sigillato nel 2009 per i lavori di bonifica, oppure si risale rimanendo all’esterno del relitto nuotando lungo le scale e le balconate dei vari ponti. 
Se invece si fanno 30 minuti di fondo si può anche risalire da dentro il cassero sino al ponte precedente a quello sigillato, entrare nella sala comando passando dalle scalette interne, fare un giro della sala, dare un’occhiata alla statuetta del Bambin Gesù di Praga posta nella plancia di comando e uscire sul tetto del cassero per poi afferrare la cima del pedagno e risalire lentamente seguendola fino alla stazione deco. 
Il giro “tecnico-avanzato” di solito si fa utilizzando come gas respiratorio trimix normossico, ma c'è anche chi lo fa impiegando aria e 2 stage con nitrox e ossigeno per la decompressione. Il giro “ricreativo” invece, prevede sempre la discesa sul cassero seguendo il pedagno, un breve giro della sala comando, uscire e seguire la cima che collega il cassero al fumaiolo, dare un’occhiata all’interno del fumaiolo, ritornare al castello di poppa, e poi risalire lungo il pedagno fino alla tappa di decompressione.
 
 
bolzaneto
Relitto Bolzaneto di Bonassola 
Il 29 Giugno del 1943, alle ore 10,45, il piroscafo Bolzaneto (Soc. armatrice ILVA di Genova) fu silurato tra Bonassola e Deiva Marina (SP) dal sommergibile inglese Sportsman comandato dal tenente di vascello Gatehouse, mentre faceva rotta da Marina di Carrara a Genova trasportando un “prezioso” carico di ghisa (recuperato con draghe al termine del II conflitto Mondiale). Il siluro ha centrato il piroscafo spaccandolo letteralmente in due tronconi (gli abitanti di Bonassola sentirono spaventati  il fragore dell’esplosione). La nave giace ora ad una profondità tra i 40 ed i 55 metri. La parte prodiera è separata di 150mt da quella poppiera. Nel naufragio i pochi superstiti (9 su un equipaggio di 20 persone) furono tratti in salvo dagli abitanti di Bonassola che prontamente andarono in soccorso con barche da pescatore. La Nave varata nel 1918, con stazza lorda di t. 2.220, lunghezza di m. 86,96, larghezza di m.12,50 pescava m. 5,37; era spinta da una macchina a vapore a triplice espansione con due caldaie della potenza di 900 hp che le imprimeva una velocità massima di 8,5 nodi.
 
 
 
 
 
colosso
Relitto Colosso di Framura 
Il rimorchiatore COLOSSO della classe V (VIGOROSO), fu costruito presso i Cantieri del Q (Quarnaro) a Fiume su ordine della Marina militare italiana e varato il 12 febbraio 1942. 
Misurava 32,9 metri di lunghezza per 7,9 metri di larghezza e montava una macchina a vapore da 1000 c.i. costruita dai Cantieri Navali Riuniti di Ancona, del tipo a duplice espansione ed alimentata a carbone. Tra gli episodi che caratterizzarono le sue missioni c'è da ricordare il rimorchio della mn VIMINALE il 23 gennaio del 1943 da Palermo a Taranto con passaggio per Messina. In tale episodio il COLOSSO rischiò di affondare trascinato sul fondo dalla stessa mn VIMINALE bersaglio delle attività aeree alleate. Dopo l'8 settembre 1943 fu preda bellica tedesca a Genova ed armato con due nuove postazioni: a prora con una mitragliatrice ed a poppa probabilmente con un cannone Bofors da 40 mm, che oggi sfortunatamente non sono più presenti sul relitto. Nell' aprile del 1945 il COLOSSO fu affondato da un attacco aereo alleato, no  è ancora chiara la dinamica che portò all'affondamento. 
L'esplorazione del relitto non evidenzia tracce di bombardamento o siluramento per cui la causa dell'affondamento più probabile è da ricercarsi nel trascinamento sul fondo da parte delle stess  chiatte rimorchiate, vero obbiettivo dell'attacco aereo. 
A dimostrazione di questa ricostruzione alcuni elementi del relitto stesso, in particolare la compressione e schiacciamento verso il basso degli osteriggi della sala macchine causato dalla anomala tensione del cavo di rimorchio.
 
kt
Relitto Corvetta "KT" 
11 aprile 1991. DuIl “KT”è un Caccia anti-sommergibili modello UJ 2216 affondato nel settembre del 1944. Il relitto giace ad una profondità di 53metri. La nave si chiamava originariamente Eros ed era uno splendido yacht appartenente a un nobile francese, il barone Henri de Rotschild. Le prime missioni affidate a questo prestigioso yatch furono per lo più diplomatiche ma in seguito vennero fatte diverse modifiche al fine di trasformarlo in un U-Jager (cacciatore di sottomarini). 
Durante la discesa la visibilità è buona e la corrente scendendo diminuisce. Il relitto ha una forma stretta e affusolata tipica di una nave veloce. E’ consigliabile immergersi con molta prudenza e solo in condizioni meteo marine ottimali. La nave è completamente avvolta da banchi di rosei Anthias, boghe, menole e da grandi saraghi. Lo scafo è poi ricoperto di bellissime incrostazioni che lo rendono simile ad un giardino tropicale.Per visionare questo relitto è preferibile l'uso di miscele Trimix.
 
 
 
mohawk deer
Relitto Mohawk Deer 
Il 5 Novembre del 1967 il Mohawk Deer, un mercantile Canadese, veniva rimorchiato verso La Spezia. 
Mano a mano che il convoglio, partito da Genova, si avvicinava al monte di Portofino il mare cresceva e, all'altezza di San fruttuoso, il Mohawk si trovava ormai in piena burrasca. Ancora qualche centinaio di metri e il cavo di acciaio che tratteneva il Mohawk Deer si spezzava e la nave, perso ogni controllo, veniva sospinta a più riprese contro la scogliera. Sotto la spinta della burrasca bastarono pochi minuti per far colare a picco l'anziano mercantile che, da allora, giace proprio dinnanzi alla costa a una profondità compresa tra i 18 e i 40 metri. Particolarmente suggestiva è la prua che si erge verticalmente e che costituisce un soggetto ideale per una foto d'ambiente. Tutta la parte prodiera del relitto è ancora in ottime condizioni e permette ai subacquei di entrare all'interno del relitto con facilità e senza alcun pericolo. Come spesso capita, le antiche lamiere offrono ospitalità a diverse specie sottomarine: murene, aragoste e gronghi sono ospiti abituali del Mohawk Deer e, talvolta, è anche possibile scovare qualche grossa cernia o corvina.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Home Page
 
immersioni